Il filosofo Emanuele Franz ha deciso di avviare un’azione estrema e senza precedenti: per diversi giorni consecutivi vivrà 24 ore su 24 esclusivamente in ginocchio. Con l’aiuto di amici e assistenti, Franz svolgerà ogni attività quotidiana a livello del suolo, dal fare la spesa al bere un caffè, fino alle più semplici azioni quotidiane. La sua è una provocazione visiva e una disobbedienza civile contro l’egoismo, l’individualismo e la rigidità della società contemporanea, dove nessuno sembra più capace di piegarsi, di riscoprire l’umiltà o di chiedere perdono.
L’iniziativa è aperta e pubblica: Franz invita chiunque a interagire con lui, a porgli domande e a partecipare liberamente alla riflessione o alla critica sincera.
Questo gesto nasce come risposta e provocazione di fronte all’individualismo e all’edonismo dell’uomo contemporaneo, oggi isolato nel proprio ego e incapace di genuflettersi di fronte al sacro o di piegarsi dinanzi ai propri simili. Il suo vuole essere un invito visivo e culturale a riscoprire il valore profondo del chinarsi, dell’abbassare lo sguardo e del saper chiedere perdono.
Mentre nella storia della spiritualità l’atto di piegarsi è sempre stato circoscritto a un luogo sacro o alla liturgia, con questo esperimento la genuflessione diventa una condizione totale e ininterrotta della vita quotidiana. Franz si inserisce così nel solco di una tradizione millenaria, richiamando la profezia di Isaia sul piegarsi di ogni ginocchio e la testimonianza su Giacomo il Giusto, recuperando la dimensione della prostrazione come un atto di conversione in cui il cadere precede il rialzarsi.
Qui il video con le spiegazioni del gesto:
