A Udine l’inclusione ha preso una piega decisamente creativa, trasformandosi in un cortocircuito logico degno di un romanzo di Kafka. Il Comune ha infatti negato il patrocinio al premio letterario Teipsum, il primo concorso nazionale dedicato esclusivamente a scrittori nello spettro autistico. Il motivo? Secondo l’Assessore alla Cultura Federico Pirone, l’iniziativa sarebbe “escludente” poiché non aperta a tutti.
In un mondo che si riempie la bocca di “valorizzazione delle diversità”, l’amministrazione friulana sembra aver confuso l’uguaglianza con l’omologazione. Sostenere che un concorso per neurodivergenti sia discriminatorio verso i neurotipici è un po’ come vietare le Paraolimpiadi perché escludono gli atleti che sanno correre sulle proprie gambe.
Quando la forma cancella la sostanza
Le parole dell’Assessore sono state nette: l’amministrazione non appoggerebbe iniziative che prevedono “esclusioni”.
“Mi trovo nella posizione di non poter approvare questa concessione in quanto trattasi di un concorso letterario dedicato a una specifica categoria di persone e non aperto a tutti. L’amministrazione comunale, infatti, per sua scelta e in conformità con le sue politiche, non appoggia iniziative che prevedono delle esclusioni.”
Sono queste le parole dell’Assessore alla Cultura del Comune di Udine Federico Pirone nel rifiutare il Patrocinio morale al premio letterario Teipsum, il primo concorso letterario nazionale rivolto esclusivamente a scrittori nello spettro autistico e presentato al Senato della Repubblica questo 11 febbraio.
Una posizione che solleva un dubbio spontaneo: d’ora in avanti il Comune di Udine negherà il supporto anche alle quote rosa, ai premi per giovani under 30 o alle iniziative per la disabilità motoria? Se il criterio è la “non esclusione”, allora ogni categoria protetta o specifica diventa, per assurdo, un club privato da non sostenere.
Emanuele Franz, l’editore friulano che ha ideato il premio per scardinare i pregiudizi sulla neurodivergenza, ha risposto con una logica schiacciante:
“Pretendere di valutare le capacità comunicative di una persona autistica con gli stessi metri di giudizio degli altri è come valutare un pesce per la sua capacità di volare.”
Il “peccato” di dare voce a chi è invisibile
Il premio Teipsum nasce per trasformare la radice autos (stesso) in una chiave di espressione interiore. L’obiettivo è celebrare una creatività che spesso viene catalogata come “disturbo” e mai come “talento”.
Definire questo atto di giustizia poetica come un gesto che “esclude” non è solo un errore amministrativo; è un segnale preoccupante di quanto la politica possa essere distante dalla realtà quotidiana delle persone fragili. Se per includere tutti dobbiamo smettere di ascoltare le voci specifiche di chi ha più difficoltà a farsi sentire, allora forse abbiamo smarrito il significato stesso di comunità.
Alla fine, resta una domanda: è davvero più inclusivo ignorare le differenze o celebrarle con uno spazio dedicato? A Udine, pare che la risposta corretta sia l’indifferenza collettiva.
La redazione De Il Giornale Filosofico
