Le “cause profonde”, si sente spesso dire. E che cosa si intende con un’espressione così ambigua, così vuota, così totalmente priva di sostanza? Le cause profonde. Dobbiamo risalire alle origini dell’universo e tracciare i fili di tutte le cause e le concause per capire perché ci fa male un ginocchio? La pretesa di collegare delle premesse e delle conclusioni è di un’arroganza gnoseologica infinita. Da quanto ne sappiamo, infatti, da cause medesime possono conseguire milioni di effetti totalmente diversi gli uni dagli altri. Non possediamo nessuna lente di ingrandimento per tracciare un filo diretto dalle cosiddette cause ai cosiddetti effetti, perché le stesse condizioni di partenza potrebbero aver sortito gli effetti più disparati. Non possiamo dimostrare in alcun modo che proprio da quelle cause sono conseguiti quegli effetti, e che invece non sia, invece, il contrario, cioè che gli effetti, quegli effetti, si stanno opponendo a quelle cause.
Io credo sostanzialmente che questa teoria millenaria, che nel seme ci sia il frutto, sia una delle più grandi imposture della cultura occidentale. Dalla potenza non consegue assolutamente per forza di cose l’atto e non esiste alcun processo che conduce dalle cause agli effetti. Non esiste nessun fil rouge che collega delle premesse a qualsivoglia effetto finale. È un processo inferenziale menzognero costruito dalle convenzioni umane.
Il frutto non è nel seme, un seme non nutre come il frutto. È l’albero che brucia e riscalda, non il seme. Non c’è niente nel seme, niente. È solo nell’atto che sta la realtà. Nell’atto. Negli effetti.
Il pretendere di risalire all’indietro nelle concause universali significa precipitare in una separazione patologica della realtà con le sue mistificate origini. Perché si cade nella gnosi, si cade nel platonismo, si cade nella negazione di ciò che vedono gli occhi. Ciò che vedono gli occhi, ciò che tu puoi toccare con la mano, cioè l’atto, l’effetto, il frutto.
Non abbiamo nessuna sfera magica per risalire alle cause originarie delle cose, quello che esiste sono gli effetti. Un frutto lo mangi, un seme no, un albero ti scalda se lo bruci, o ti siedi se ci fai una sedia, ma con un seme non ci fai nulla, muori di freddo. Quello che la mano può toccare sono gli effetti, quello che l’occhio può vedere è la realtà.
Emanuele Franz
29.01.2026
